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Putti opere d’arte e tesori nella cattedrale di Montecassino

Putti Basilica Cattedrale Di Montecassino

Fonte foto: pagina Facebook- Abbazia di Montecassino/Montecassino Abbey

Sono di Marco Lena le foto di due putti bellissimi che possiamo ammirare nella Cattedrale di Montecassino. Si tratta di opere di arte sacra che rievocano la vita di San Benedetto. Ma, generalmente, li troviamo nelle opere di pittori e scultori. Sono bambini nudi che rappresentano un amorino o un angioletto. Soprattutto nell’arte barocca sono molto spesso usati come motivo decorativo nelle chiese. Infatti li troviamo su altari, organi, cornici in stucco, affreschi e sculture. I putti mancano di una propria iconografia. Sono senza degli specifici attributi, ma possono utilizzare quelli tipici di altre figure, e assumere diversi significati.

I piccoli putti raccontano la vita di San Benedetto

Meravigliose le foto di Marco Lena che rappresentano due putti presenti sulla balaustra della Basilica Cattedrale di Montecassino. Si tratta di due opere che risalgono al 1731. Due opere forgiate dal Vazzaotra. Come opere d’arte sacra, hanno una simbologia che rimanda queste figure alla storia dell’ordine dei Benedettini. Più nello specifico sono legati alla storia di Montecassino. Particolarmente interessante è come raffigurano due momenti della vita di San Benedetto. Infatti, un putto ha in braccio una colomba. Facile il legame con la storia di San Benedetto che vede all’anima di sua sorella, Santa Scolastica, mentre ascende al cielo nelle sembianze di una colomba. 

Putti Puttino Con Colomba
Autore Foto: Marco Lena

Si tratta di un momento molto particolare della vita del santo. D’altra parte, i due fratelli sono molto legati. Senza parlare del fatto che sono gemelli. Vivere il momento della perdita della sorella e l’immagine della colomba mostra anche il saluto dei due fratelli. Una separazione provvisoria, perché oggi i due condividono la cripta a Montecassino. Mentre, il secondo putto è insieme con un corvo e un tozzo di pane. Infatti, l’opera rievoca il secondo tentativo di avvelenamento a cui San Benedetto scampa miracolosamente. Proprio il santo ordina a un corvo di gettare il pane avvelenato dove non può nuocere a nessuno.

Il tesoro portato in salvo dal monaco benedettino

Si parla spesso del saccheggio, vero o presunto, dei tesori artistici di Montecassino da parte dei Tedeschi durante l’ultima guerra. Probabilmente l’occasione è il trasferimento da Montecassino a Roma dell’archivio e della biblioteca monumentale. Soprattutto c’è lo spostamento di quadri, oggetti sacri, e tanti reperti archeologici. Oggi sappiamo bene che quella operazione è un’idea degli ufficiali tedeschi. In particolare parliamo del colonnello Schlegel e del capitano Becker. Si tratta di una colossale e provvidenziale operazione di salvataggio, conclusa nel migliore dei modi. Infatti, esistono ancora i verbali di consegna. La redazione dei verbali da parte dei Cassinesi grazie ai quali è stato possibile il riscontro al momento della restituzione. 

Putti Puttino Con Corvo
Autore foto: Marco Lena

Tuttavia, girano ancora voci secondo cui qualcosa in realtà manca, anche se è tutto da dimostrare. Ovviamente, resta il fatto che tanto è salvo grazie a questa operazione. Mentre, i due putti sono stati nascosti prima del bombardamento da Frate Filippo. Così Rosario Di Fazio ricorda come il monaco cerca di custodire i due angeli evocativi della vita di San Benedetto. Infine, le opere vengono ritrovate integre dallo stesso monaco. Proprio durante i lavori di ricostruzione e restauro di Montecassino, l’uomo torna a cercare i due angioletti che oggi possiamo ammirare.

Putti opere d’arte e tesori nella cattedrale di Montecassino ultima modifica: 2021-11-29T09:44:15+01:00 da Angelo Franchitto

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