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ARTE CHIESE

Le campane di Montecassino i rintocchi della nostra vita

Campane Di Montecassino Campane In Abbazia

I rintocchi delle campane di Montecassino sono parte della storia della nostra terra. Ogni giorno, al mattino, a mezzogiorno e alla sera, il suono delle campane del monastero benedettino scandisce le nostre giornate. Eppure queste campane hanno una storia. Si tratta di conoscere, più dettagliatamente queste campane che sono “la voce del Signore”. Infatti, esse richiamano i cassinati alla preghiera, alle celebrazioni delle festività. Ma anche alla riflessione prima ancora che alle ricorrenze e alle funzioni religiose. Insomma, in maniera più o meno consapevole, le campane di Montecassino sono parte del nostro essere cassinati. Soprattutto sono le nostre radici culturali.

I nomi delle campane di Montecassino

Chi nasce a Cassino cresce con i rintocchi delle campane di Montecassino. Infatti, sono celebri i rintocchi che arrivano dall’Abbazia al mattino, a mezzogiorno e alla sera. Si tratta di un suono talmente familiare che quasi riusciamo a malapena ad accorgercene. Forse notiamo il suono solo in occasioni particolari. Infatti è comune prestare attenzione quando le campane suonano a festa. Per esempio questo accade per l’elezione dell’abate. Invece altri rintocchi li sentiamo quando sono rintocchi tristi. Per esempio per la morte di un monaco. Ma quando suonano le altre campane, quotidianamente, non ascoltiamo il loro suono. Eppure, in pochi conoscono la loro storia. Le campane di Montecassino sono nove. Infatti, il numero riprende i nove cori degli Angeli, come dice don Anselmo Lentini.

Campane Di Montecassino Campne Sacre

Nella sua opera dal titolo “Voci nuove di perenne vita – Le nuove campane di Montecassino”, Lentini da loro il nome e ne cura le iscrizioni latine in prosa o in versi. Dunque sappiamo che, in ordine di grandezza, le campane di Montecassino hanno ognuna un nome. Esso è legato al Santo a cui sono dedicate:

  • la prima è quella dedicata a S. Benedetto, fondatore di Montecassino;
  • la seconda a S. Scolastica, sua sorella;
  • la terza a S. Maria Assunta, contitolare della Basilica;
  • la quarta a S. Giovanni Battista, a lui lo stesso S. Benedetto dedica l’oratorio situato dove oggi sorge la Basilica;
  • la quinta a S . Gregorio Magno, primo biografo di S. Benedetto;
  • la sesta ai SS. Mauro e Placido, primi discepoli di S. Benedetto;
  • la settima ai SS. Pietro e Paolo;
  • l’ottava a S. Martino di Tours, a lui S. Benedetto dedica l’oratorio inferiore;
  • la nona ai SS. Bertario Martire e Vittore III Papa, Abati e Patroni di Montecassino.

Curiosità e particolarità

Una particolarità è che tutte le campane presentano su una facciata, in rilievo, l’immagine del Santo o dei Santi a cui sono dedicate. Ugualmente, sulla facciata corrispondente presentano lo stemma dell’Abbazia. Si tratta di un leone rampante e torre fiancheggiata da due cipressi. Inoltre c’è anche qualche decorazione geometrica insieme con alcune iscrizioni ispirate alla vita dei santi o alla liturgia. Infine sull’orlo inferiore di tutte compare è riportata la scritta che indica che le campane sono state eseguite a spese dello Stato, in applicazione della legge Siccardi. La legge sulla soppressione degli enti religiosi e l’incameramento dei loro beni. Particolarmente interessante è sapere che le campane di Montecassino vengono prodotte ad Agnone.

Si tratta di un piccolo comune della provincia di Isernia. Soprattutto, Agnone è sede del primo e più importante stabilimento per la produzione di campane. In particolare, quando parliamo delle campane di Agnone, parliamo della Fonderia Ponteficia Marinelli. Si tratta di una tra le poche fonderie che possono fregiarsi dell’onore di utilizzare lo stemma pontificio. Oltre alla Santa Sede, sono molto legati anche all’Abbazia di Montecassino.

Le campane di Montecassino i rintocchi della nostra vita ultima modifica: 2020-10-14T09:00:00+02:00 da Angelo Franchitto
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