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Periferia : “portare la vita attorno” o al centro?

Palazzo Degradante Di Periferia

Diceva il poeta: “nascono potenze e nobiltà,feroci, nei mucchi di tuguri. Nei luoghi sconfinati dove credi che la città finisca, e dove invece ricomincia,nemica. Ricomincia, periferia, per migliaia di volte, con ponti e labirinti, cantieri e sterri; dietro mareggiate di grattacieli, che coprono interi orizzonti”.
(Pier Paolo Pasolini)

Periferia: origine della parola, necessità geografica

L’origine di “periferia” si trova nel greco antico e nel latino. Significa “portare attorno” e “circonferenza”. In rapporto a “περιϕέρεια” (greco) e peripherīa (latino). Possiamo immaginare ad esempio come erano paragonate città e campagna. Così lo diventano centro e periferia. Infatti possiamo pensare agli arbori della vita industriale come processo di “urbanesimo” . Era proprio questo a “portare la vita attorno” durante la seconda rivoluzione industriale. Così molti membri dei ceti popolari abbandonavano le campagne. Cercavano lavoro nei nuovi stabilimenti industriali. Questi sostituivano di fatto le botteghe artigianali. Così erano delineati i sobborghi. “Accampamenti” delle grandi città europee e non europee. Dove l’industria stava creando molte opportunità per i centri urbani. In parallelo la definizione di periferia (o sobborgo) segnava le differenze tra vita di centro e di fuori città. Dapprima non esistevano ancora reti idriche, trasporti o servizi per chi iniziava a popolare “gli spazi vuoti” attorno alla città.

La vita attorno: i sobborghi del cassinate

Gli “spazi vuoti” attorno al centro urbano dell’antica città martire sono diversi. Basti pensare ai quartieri come “colosseo”, “S.Bartolomeo”, “malfa”. “Fossa dei serpenti”, “S.Angelo” o “S.Pasquale”. Per selezionarne alcuni. Malfa e fossa dei serpenti sono geograficamente centrali, a differenza di quartieri come S.Bartolomeo . Proprio a dimostrare che è diventato un clichè pensare alla periferia soltanto come a qualcosa che sta fuori; attorno. Il concetto è cambiato nel tempo. Infatti non si lega ad aspetti solamente geografici o “suburbani”. La questione è anche necessariamente sociale. Periferia oggi prende il significato di luogo “degradante”. Posto con poche possibilità educative, formative, culturali o lavorative. Cassino come modello urbano conferma e contraddice i luoghi comuni sulle periferie. Infatti le contiene sia nelle sue aree centrali che in quelle “periferiche”. Rappresenta un interessante centro logistico. Converge infatti la vita cittadina del centro e quella popolare. Queste si fondono e confondono come “etica” ed “estetica”.

Sobborgo Periferia

Periferia: un concetto obsoleto per il futuro

“Dobbiamo smettere di costruire periferie. Le città sono piene di questi luoghi dove il centro non è più centro. La campagna non è ancora campagna. Invece di continuare ad espanderli così, dobbiamo intensificare i nostri centri urbani; fecondandare e fertilizzare le periferie. Ovunque ci sono grandi buchi neri da recuperare e trasformare. Così che questi sobborghi diventino luoghi di civiltà. Non solo posti dove si va a dormire”. Così considerava Renzo Piano l’immagine di “peripherīa“, ormai poco innovativa. Tutto risuona come un sussurro al futuro. Senza un collegamento diretto con il centro si può pensare che il concetto di “portare attorno” è scaduto. Non porta certo reciproci vantaggi. Quello dell’architetto è come uno slogan per un’equità culturale, innovativa. Come sciogliere le classi per una vita cooperativa. Queste premesse raccontano il “portare attorno” o “la circonferenza” ,come un raggio che parte dal centro per fare ritorno proprio là.

Periferia : “portare la vita attorno” o al centro? ultima modifica: 2020-05-26T09:00:00+02:00 da Demian Calcagni
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