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STORIE TRADIZIONI

“Oi zinganoi”: storia di nomadi del mondo

Oi Zinganoi Ballo Zingaro

“Oi zinganoi”. Dal greco antico è la definizione che utilizziamo per fare riferimento alla popolazione di cultura “zingara”. Una cultura nomade, viaggiatrice e cangiante. Una cultura vacante che ha affrontato secoli senza appartenere ad una specifica terra. Una etnia numerosa che oggi ha trovato casa in tanti posti nel mondo.

“Oi zinganoi”: significato, origine e la stima di “F. De Andrè”

Il termine “oi zinganoi” preso in prestito da Erodoto è volgarmente traducibile con “zingari”. Infatti lo utilizzava per descrivere un popolo che parlava una “lingua sconosciuta”. Oggi possiamo affermare che “la lingua sconosciuta” fosse il Sanscrito. Gli “zingari” sono originari del “sud-est asiatico”, più precisamente l’India. Storicamente facciamo riferimento ad un popolo che gira il mondo da oltre 2000 anni. I mestieri principali per sopravvivere trovano tradizione nel ruolo del “mago”, o se vogliamo “indovino”. Fabrizio De Andrè, celebre cantautore genovese, amava e lodava le caratteristiche di questo popolo. Infatti nel suo disco “anime salve” ha messo in evidenza tante caratteristiche di questa etnia. Il cantautore parla della loro tendenza allo spostamento, quella che gli psicologi chiamano “dromomania”. Fabrizio difendeva la “pacificità” di questo popolo che credeva rubasse per sopravvivere ma non era artefice di guerre. Consiglio ai curiosi l’ascolto di “khorakhanè”, brano del cantautore che parla di questa etnia.

gli zingari: accenni di storia e l’ingresso in Italia

È complicato ad oggi capire quante sono le etnie zingare e come si sono mosse nel tempo. Diversi erano anche i ruoli che coprivano, come elemosinare, suonare o fare spettacoli di magia. Molti partivano da regioni indiane. Furono divisi in due gruppi numerosi. Il primo raggiunse l’Egitto passando per la Siria e la Palestina. Il secondo attraversò l’Armenia raggiungendo la “Grecia bizantina”. A Cipro, vicino al monte “gype”, si era stabilita una colonia. Secondo alcune fonti altri zingari nel XIV secolo erano in condizione di schiavitù in Serbia e Valacchia. Per motivi di conflitti come quello del 1416 tra turchi e bizantini, tanti piccoli gruppi continuavano a spostarsi. Si spostavano in Sassonia, Germania, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi. Nel 1422 un gruppo zingaro capeggiato dal duca “Andrea del Piccolo Egitto” si presentò alle porte di Bologna. Così dopo il primo approdo in Italia molti sono diventati sedentari ormai da lungo tempo.

“Oi zinganoi”: le tradizioni dei rom cassinati

Questa etnia è ormai italiana nelle abitudini, molti vivono in regioni centro-italiane da secoli. Esistono famiglie anche nel “cassinate”. Interessante è scoprire le loro tradizioni. Alcune testimonianze ci raccontano riti di accoppiamento. Ad esempio la famiglia di “lui” che chiede la mano alla famiglia di “lei”. Poi viene organizzato un incontro in casa di lei servendo del caffè. Se lei “scappa” (una delle ipotesi) è considerato un “si”. Allora la suocera mette sul tavolo una dote come dono. La coppia è sempre accompagnata e mai sola prima delle nozze. In fatto di lingua il rom è di derivazione culturale imprecisata ma comune in tutte le famiglie italiane. L’aspetto tipico delle donne è con capelli ben legati, lunghe gonne e indosso diversi accessori. Nelle feste c’è spesso il richiamo al tango o al flamenco. Ad oggi anche nelle famiglie “rom” stanno scomparendo le tradizioni, così come accade nel resto del mondo.

“Oi zinganoi”: storia di nomadi del mondo ultima modifica: 2020-05-19T09:00:00+02:00 da Demian Calcagni
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