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Giuseppe De Rita, fondatore del CENSIS, incrociò il Cassinate

Giuseppe De Rita Borgo

Giuseppe De Rita, fondatore e presidente del Censis, è un uomo, il cui cammino per un momento si è incrociato con il cassinate. De Rita ha raccontato in un libro di Mario Calabresi del padre. Il genitore a sedici anni aveva iniziato a lavorare come cassiere in una filiale del Banco di Santo Spirito in un paesino vicino Cassino.

Giuseppe De Rita

De Rita ricorda l’entusiasmo dell’epoca, e ricorda anche la madre, maestra sempre a sedici anni, e che faceva tre chilometri a piedi per raggiungere la scuola. Li ricorda entrambi come persone modeste, che non amavano rischiare, ma percepivano di avere un grande margine di crescita davanti a loro.

Giuseppe De Rita - immagine del sociologo
fonte foto Wikipedia – pubblico dominio

Alla fine non diventarono proprio ricchi, ma certamente benestanti. Secondo De Rita, se sessant’anni fa eri un agricoltore povero, avevi la prospettiva di emigrare e lavorare in fabbrica. Negli anni settanta, le piccole imprese riuscivano a raddoppiare, o si aprivano delle attività in proprio. Anche l’operaio che faceva il secondo lavoro, riusciva a mettersi in proprio. Secondo De Rita, questa fu la vera rivoluzione in Italia, che allargò il benessere, e lanciò i consumi. Tuttavia, non ci fu un allargamento dello spazio economico, ma anche di quello sociale. Si poteva cambiare marito, moglie, farsi una nuova vita.

Giuseppe De Rita e il CENSIS

Decidere quando fare un figlio per una donna, cambiò molto più di quanto oggi si creda. Quindi a parere di Giuseppe De Rita, gli anni settanta non furono solo terrorismo, ma anche un contenitore di cambiamenti economici e sociali che non hanno avuto cantori. Oggi purtroppo non si percepisce lo spazio per delle possibilità.

Giuseppe De Rita - Ragazzo con libro

Il sociologo sostiene che i giovani oggi si sentano soli, orfani di spazi collettivi, di visioni comuni, del futuro della nostra società. De Rita ricorda come nel 1963 con alcuni amici andarono da un notaio per dare vita al Censis, ovvero un ente di ricerca. Oggi forse sarebbe una follia, per burocrazia, e debiti. Oggi per un’impresa simile, bisognerebbe confrontarsi innanzi tutto con il fatto che alla politica non interessano affatto i processi sociologici in atto nel paese. Nel rapporto del Censis del 1971, per la prima volta di parlò concretamente “dell’economia sommersa”.

Economia sommersa

Oggi se ne parla poco, ma è un universo. Tuttavia, è un fatto che la spinta propulsiva del nostro paese, è durata quarant’anni e negli anni novanta si è esaurita. Solo allo scoccare del nuovo millennio ce ne siamo resi conto. Proprio in quest’epoca, si pensa a tornare a vivere nei piccoli borghi, tranquilli e semplici. Tuttavia ciò significa restringere gli orizzonti, e questo è un segnale evidente della crisi. Il ritorno al paese dapprincipio sembra una cosa bella, invece è una resa, un ritirarsi. Come possono dei giovani vivere in un paese che ha smesso di crescere? Come diceva Heidegger, la speranza deve avere un orizzonte largo, ma anche la speranza di poter avere oltre la linea dell’orizzonte. Giovanni De Rita prevede che nei prossimi anni cercheremo nuovi spazi, tornando a sentire la speranza, anche come fenomeno collettivo. Probabilmente però ci saranno forme diverse rispetto al passato.

sviluppo economico e sociale

Lo vediamo nei piccoli comuni che cercano di fare squadra, si mettono in rete per condividere e collaborano. I comuni cercano d condividere i servizi, e cercano nuove forme di unità. Ciò che davvero accadrà non possiamo tuttavia prevederlo ora, ma certamente potremo vedere una strutturazione tra quarant’anni. I ragazzi di oggi che vedono una fontana di Roma come luogo in cui bighellonare e perdere tempo, stanno andando via. I ragazzi che possono lasciano il paese, e lo fanno perché qui manca una rete. Ecco, osservare i fenomeni sociologici del paese, è un punto di partenza, basta individuarlo.

Giuseppe De Rita, fondatore del CENSIS, incrociò il Cassinate ultima modifica: 2020-04-29T09:00:00+02:00 da Simona Aiuti
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